30 luglio 2000
Il lieve tintinnio del collarino e un arpeggio vellutato, come uno sgranarsi di zampette sul muro che accompagna la via maestra annunciavano che il gatto Malfusso ci era venuto incontro un buon tratto per guidarci alla casa di Erasmo, una sorta di maison du pendu bianca anche sul far della sera, col fico rugginoso addossato da una parte e pochi alberi antropomorfici ai quattro lati, dai quali venne poi sempre, all’ora del crepuscolo, il lugubre gluglu delle tortore in gabbia.
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