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Mirko Lovini

che fece la barba a D’Annunzio a Fiume, a Burri in Texas e cucinò il serpente in brillantina. Di nuovo

“Non mangiarti mai le unghie, sono tue”: per lui, questo, fu l’undecimo comandamento. Infatti Icilio Loviniovich detto Mirko, oggi quasi novantanovenne, residente tra la modesta casa della figlia Mariangela maritata Favara, in vista di Randazzo sulle pendici dell’Etna, e il più comodo palazzotto del pronipote, arrabbiato petainista, Jean-Claude Aubrisson a Plan-de- Grasse in Provenza, era innanzitutto (lo precisa lui) un ladro, poi diventato soldato di ventura e, insieme, barbiere.

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