1 aprile 2001
Di rado una donna fu esaltata con frasi così tenere, appassionate, così intensamente sgorgate da un cuore traboccante d’amore, come Giovanna Puttkamer. Bismarck nelle sue lettere di fidanzato s’abbandona al più infiammato lirismo; prodiga alla sua Giovanna la nera, com’egli scherzosamente la chiama, le più dolci apostrofi (tra cui l’italiano sbagliato 'angela mia' per 'angelo mio'); trascrive per lei interi canti di Byron, di Lenau, di altri poeti tedeschi, inglesi, francesi.
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