26 luglio 2010
Decentemente depresso e felicemente estroso, Pablo ha un suono perenne di chitarre nella testa, tracce ansiose di gatti amati da non perdere, libri come fantasmi – inseguiti e mignottescamente inseguitori, trovati e persi, vizio e (quindi) piacere. Pablo ha anche vulcani che eruttano (sennò sarebbero banali montagne) e coccodrilli che lacrimano e porci svolazzanti con angeliche ali che ancora lo tormentano.
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