13 marzo 2010
Rafa e la Spagna, i soldi e le ginocchia, l’ossigeno e il debito, le corse e gli ostacoli, i conti e le sviste, il tennis e il governo, la rete e la crisi, Nadal e Zapatero. Ecco: chiunque sia cresciuto sui campi di terra rossa sognando di scendere un giorno a rete con la dolcezza di Patrick Rafter, studiando i morbidi rovesci disegnati con una mano da Pete Sampras e osservando le traiettorie con cui Goran Ivanisevic spezzava in due le teste dei raccattapalle che avevano la sfortuna di incrociare a fondo campo le sue letali prime palle di servizio sapeva perfettamente che sarebbe andata a finire così.
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