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Ibrahim Rugova

Un kosovaro azzimato e non violento sopravvissuto alla guerra, a se stesso, ai suoi nemici e alla pace

Le mie prime parole sono: sono felice di essere qui”. Disse proprio così Ibrahim Rugova, mettendo per la prima volta piede in Kosovo, dopo il breve esilio italiano. Quel tardo mattino di luglio indossava un abito scuro, dal taglio più elegante del solito, e soprattutto non portava al collo il piccolo foulard che era stato a lungo un elemento distintivo.

di Toni Capuozzo

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