2 luglio 2000
Il treno per San Pietroburgo era in ritardo. Camminai per piazza Komsomolskaia. Il sole era già tramontato. Era caldo. Quasi 26 gradi, aveva detto la televisione. Dall’autobus numero 40 vidi scendere una donna. Capelli candidi, che contrastavano con l’abituccio nero. In mano una brutta borsa da viaggio. La ritrovai nel mio scompartimento. Con noi c’erano due viaggiatori. Un uomo dalla grande gobba e la sua compagna, kazaka, molto graziosa.
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