Stati di guerra

Beppe Sala che prova a stanare il king maker neghittoso Pisapia non è un gran segnale per Renzi

L’idea di tenerla bassa fino al 20 di marzo è una buona idea, ma mica facile, se va avanti così. Beppe Sala continua ad essere il candidato prediletto per Milano di Matteo Renzi e della parte – non piccola –  del Pd che sostiene il premier segretario. Però l’altro giorno Sala ha smesso per un istante i panni del manager zen e dell’ipotetico candidato istituzionale e ha provato a stanare politicamente il vero king maker ombra della prossima sindacatura: “La figura ideale per non dividere la coalizione ce l’abbiamo e si chiama Giuliano Pisapia. Mi auguro quindi che ci ripensi e torni in campo per tenere insieme tutti, cosa che saprebbe fare sicuramente meglio di me”. Fino a fine dicembre, ha specificato, lui ha da occuparsi ancora dell’Expo: prendete tempo e fatemi sapere. Pisapia è per carattere un uomo ritroso, se non neghittoso. Lo è stato come sindaco, politicamente parlando, e lo è adesso come king maker. Non vuole fare retromarcia sulla sua personale candidatura, si limita a constatare che sono gli ambasciatori del Pd (Piero Bussolati e Alessandro Alfieri, responsabili per Milano e la Lombardia) a dover parlamentare con lui. Il problema per il Partito democratico si sa qual è: un candidato non sostenuto da tutta la coalizione rischia di sfracellarsi alle primarie; un candidato che non sia di profilo sufficientemente istituzionale rischia di essere debole nelle urne; un candidato troppo di continuità (Francesca Balzani, attuale vice sindaco e assessore al Bilancio) rischia di intralciare, dopo, la veduta dello skyline riformista che i renziani vorrebbero disegnare. Invece il vero problema politico di Pisapia, e dell’area rosso-arancione-civica che a lui fa riferimento, è un altro: il candidato giusto, al momento, non c’è. Profilo troppo debole Pierfrancesco Majorino, l’unico che al momento tiene botta con la sua auto-candidatura alle primarie, idem Balzani e gli altri nomi che qua e là occhieggiano. Così i conoscitori degli arcana della sinistra milanese suggeriscono che siano sempre all’orizzonte, in stand by, i nomi già noti e ben noti in città: Ferruccio de Bortoli e Stefano Boeri. Così, mentre i sondaggi berlusconiani di Alessandra Ghisleri confermerebbero che a destra Alessandro Sallusti è il candidato giusto, a sinistra ci si aggrappa alla linea generale: meglio tirare marzo, va.

 

L’altra storia che tiene banco in città, zona Palazzo di giustizia, è quella che riguarda la Provincia lombarda dei Frati minori francescani. Non una storia edificante, e se ne stanno occupando i pm Alessia Miele, Adriano Scudieri e Sergio Spadaro. La faccenda riguarda una truffa – o un’imperdonabile disattenzione? O un’allegra furberia da convento finita male? – che ha prodotto “un ammanco in enti religiosi di almeno 49 milioni e mezzo di euro nel periodo 2007-2014”. Pare che i buoni frati si fidassero un po’ troppo di un arzillo vecchietto, Leonida Rossi, broker milanese ma kenyano di residenza, che prometteva interessi del 12 per cento sui capitali investiti in fantomatiche imprese edilizie in Africa. In attesa di un nuovo libro di Gianluigi Nuzzi, quando se ne tornerà a Milano dal processo sotto al Cupolone, materiali di riflessione per la chiesa povera di bergogliana ispirazione. E molta penitenza: il signor Leonida Rossi non è più arzillo: si è suicidato. Dan Brown.

 

Le “Isole digitali” sono un bel progetto del comune di Milano, che ci ha lavorato con A2a, Ducati Energia, Microsoft, Telecom e altri partner privati. L’osservatorio Agenda digitale del Politecnico di Milano ha premiato il progetto con il Premio agenda digitale 2015. Le 28 Isole digitali sono una collaborazione pubblico-privato nata nel 2013 per portare in varie zone della città postazioni di wi-fi gratuito e veloce, nonché panchine in legno con colonnine per la ricarica di smartphone e tablet) e altre meraviglie, come le colonnine touch screen che permettono di individuare i veicoli elettrici in car sharing. Smart city.

 

Mentre in Francia, zucconi, s’inventano sempre nuove diavolerie contro il presepe esposto in luoghi pubblici, Milano prosegue la sua tradizione laica e civile, cioè sensibile alla fede. Quest’anno a Palazzo Marino sarà ospite gratuita (per il pubblico) una “Adorazione dei pastori” Pieter Paul Rubens, monumentale pala di tre metri per due, conservata alla Pinacoteca civica di Fermo. Rubens la dipinse (1608) in omaggio a Caravaggio. dal 3 dicembre.

 

S’avvicina Sant’Ambrogio, che qui è sinonimo di inizio feste di Natale. E torna “Re Panettone”, manifestazione promossa tra comune e pasticceri dedicata all’eccellenza milanese, e che metterà a confronto quaranta tra i migliori panettoni artigianali italiani (non solo lombardi). Per il pubblico goloso, sabato 28 e domenica 29 novembre, alla Fabbrica del Vapore.

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