Bisogni primari

Il Refettorio pane & bellezza della Caritas e l’algoritmo per il sindaco. Tettamanzi non è in pensione

Fare i nomi è noioso, sono sempre quelli. (La new entry civica e indipendente è Corrado Passera, leader di Italia Unica, pronto a occupare il posto vacante, al momento, di candidato alternativo alla sinistra; Ferruccio De Bortoli è una magnifica chimera a sinistra; il resto è noto). Più interessante notare che le primarie stanno diventando un algoritmo irrisolvibile per ambedue i fronti. Bobo Maroni ha aperto le danze chiedendo primarie entro luglio (“a luglio la gente ha pagato un sacco di tasse e ha caldo, mancano solo le primarie” l’ha buttata in vacca Matteo Salvini). Mariastella Gelmini, coordinatrice lombarda di FI, gli ha invece risposto con una sportellata sul muso. Non alle primarie in sé, ma “non vogliamo fare la fine del Pd”; ma soprattutto sul punto politico: “In Lombardia FI ha tenuto e la Lega non ci ha travolti”. Ergo, piano con l’idea che siano loro a guidare il gioco e per il candidato condiviso ci si penserà, ma con calma. Anche perché di nomi plausibili, a destra, non ne girano tanti. Paradossalmente l’algoritmo è anche più complicato a sinistra, dove di nomi, già usciti o annunciati, ce n’è molti. Il segretario milanese Piero Bussolati non ha dubbi: le primarie come metodo sono irrinunciabili, salterebbe per aria l’elettorato. Ma c’è nel partito – a Roma, ma non solo a Roma – chi teme che si risolvano nel solito disastro, con un vincitore, diciamo così, più in continuità con Pisapia che non con il nuovo corso renziano, che sta attecchendo anche il città. Che il macello possa essere evitato da un candidato di partito imposto o da un Papa nero della società civile, non è detto. E comunque dovrà passare lo stesso dalla Domenica delle palme dell’incoronazione popolare. Lunedì vertice di maggioranza del centrodestra regionale, per vedere se può diventare anche un centrodestra comunale. A giorni vertice Pd con Renzi.

 

Il 9 giugno a Expo arriva Putin, ad accoglierlo ci sarà Matteo Renzi. Non ditelo a Merkel. Tappa veloce: il 10 a Roma lo attende Francesco.

 

Giorno del Corpus Domini, ieri, con inaugurazione del Refettorio ambrosiano, il vecchio teatro parrocchiale di piazza Greco trasformato in mensa per i poveri dalla Caritas (90 persone a pasto) con riciclo del cibo disperso in città (in questi mesi, sarà quello proveniente da Expo). Ma il Refettorio è qualcosa di più e di diverso. Innanzitutto è bello. E’ stata recuperata (donazioni private, da Lavazza ad Artemide a Sothesby’s) una bella struttura anni Trenta. Hanno contribuito al progetto (gratis) artisti e designer di gran nome, da Enzo Cucchi a Mimmo Paladino, da Antonio Citterio a Gaetano Pesce. Tutto, dagli arredi alle stoviglie ai quadri è stato donato. Contribuiscono per sei mesi, cucinando a turno gli avanzi di Expo, molti chef stellati. Il più stellato di tutti (ora numero due del mondo, secondo The World’s 50 Best Restaurants) è Massimo Bottura, che è stato uno dei veri ideatori del progetto del Refettorio, assieme a Davide Rampello, ex Triennale e curatore del Padiglione Italia. Ma è soprattutto Bottura che ci si è gettato anima e corpo, fino a interpretare, malgré lui, il ruolo di testimonial naturale dell’Expo solidale. Il Refettorio è fatto per restare. Ma per dare da mangiare gratis servono soldi. Così Caritas si affiderà (anche) a una piattaforma di crowdfunding per trovare donatori e sostenitori. A breve, sottoscrizioni sul sito www.upeurope.com.

 

L’ex arcivescovo Dionigi Tettamanzi è tutt’altro che in pensione. Il cardinale ha appena consegnato a Papa Francesco un corposo testo, inteso a sbrogliare alcuni punti complicati della riforma della Curia romana. Era stato Bergoglio in persona a chiedergli una mano. Si fida di lui.

 

Anche Vittorio Sgarbi si candida sindaco di Milano. #sapevatelo.

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