Come butta in città

Primi bilanci per l’Expo: vanno bene i biglietti, Pisapia e chiesa. Lo stadio più bello. Musica e CO2

Primi quindici giorni di pacata, ambrosiana euforia, anche mediatica. Il columnist del New York Times Roger Cohen ha scritto che, in quanto a efficienza, l’Italia è rimasta ferma a trent’anni fa; i tassisti che si fanno i selfie nei parcheggi semivuoti sono una delle leggende metropolitane del momento, ma in compenso il Financial Times ha appena benedetto Milano come città del cambiamento e di grande bellezza urbanistica. Incurante dei giudizi, quelli negativi, il commissario di Expo Giuseppe Sala (il ronzio di fondo che lo vuole candidato sindaco il prossimo anno non cessa, ma a Milano nessun partito ha le idee chiare) ha tenuto la prima trionfale prima conferenza stampa sull’andamento della sua creatura: “Bilancio più che positivo”, naturalmente, “i biglietti venduti sono saliti a 11 milioni e 300 mila in linea con le previsioni”. Dove la cosa importante è che sono “già emessi, fatturati o contro-garantiti da una fideiussione bancaria per gli accordi con i tour operator”. Che è quel che conta, pare di capire. Polemiche invece sul fatto che non vengano rivelati i numeri dei visitatori giornalieri: “Perché è difficile verificare gli accessi giornalieri”, ha spiegato Sala. Bizzarra risposta. Di sicuro quel che funziona bene è la sera: quando il biglietto a 5 euro invita alla passeggiata soprattutto i milanesi, con le luci e la musica. Centomila i biglietti venduti finora, e così è arrivata l’idea di tenere aperto fino a mezzanotte nei weekend. L’unico a lamentarsi (un po’) della movida al sito di Rho-Pero è il comune (ma il sindaco Pisapia assicura che si sta soltanto valutando), può creare problemi, dicono. Soprattutto, il rischio è quello di rubare pubblico a “Expo in città”, la gran vetrina di eventi, luoghi e appuntamenti su cui la città ha puntato molte delle sue carte, e che potrebbe diventare per il Bureau un brand da replicare per le prossime esposizioni. Intanto il prefetto di Milano, Francesco Paolo Tronca, si è detto “estremamente soddisfatto” per come sta funzionando il sistema di sicurezza. Il blocco nero è già un pallido ricordo.

 

La buona partenza di Expo ringalluzzisce anche la politica. In attesa del ritorno di Matteo Renzi (2 giugno) in gran spolvero è Giuliano Pisapia. Il più lesto, assieme al Pd, a intestarsi la resistenza di Milano dopo la calata dei vandali. Adesso il comune ha stabilizzato l’iniziativa NessunoTocchiMilano, quella del 3 maggio per ripulire la città martire del teppismo, e ora punto di riferimento non solo per i commercianti danneggiati il 1° maggio ma per chiunque voglia denunciare degrado urbano su cui intervenire. Ed ecco già convocato il weekend “per prendersi cura della Bella Milano”, sabato e domenica. Il classico “cleaning day” della città che “premia” l’impegno civico dei milanesi, spiega l’amministrazione. Pero ora, oltre ai muri la giunta Pisapia sembra aver spazzolato anche l’opposizione, quantomai latitante su questo fronte nel rapporto con i cittadini. Passare all’incasso politico.

 

Il Brera Football Club è la terza squadra di Milano, ha la maglia neroverde e gioca nello stadio più bello della città, l’Arena napoleonica. In attesa di capire dove giocheranno in futuro Inter e Milan. Fondato nel 2000, ha appena vinto il suo campionato ed è stato promosso in Prima categoria. Non sarà la Champions, ma di questi tempi calcistici va bene così.

 


Dell’andamento di Expo è molto soddisfatta anche la chiesa ambrosiana, che ieri ha lanciato pure un giornale gratuito mensile, NoiExpo, che sarà distribuito al padiglione della Santa Sede (molto concettuale, ma molto apprezzato per la qualità – soprattutto dallo chef stellare Francesco Bottura, un vero sponsor, che Dario Di Vico del Corriere ha inserito nella lista dei maître à penser più influenti di Expo – e per onorevole numero di visitatori), all’edicola (intesa piccolo padiglione) della Caritas e in giro per la città. Però il vero botto la diocesi di Angelo Scola spera di farlo lunedì 18 maggio, in piazza Duomo, con la serata di spettacolo e meditazioni trainata da Giacomo Poretti, Davide Van De Sfroos, Piera degli Esposti e altre star. Con Scola ci sarà anche il cardinale Óscar Rodríguez Maradiaga, gran consigliere di Papa Francesco. Insieme vorrebbero bissare i 50 mila spettatori dell’analoga iniziativa dell’anno scorso. Si intitola “Tutti siete invitati”, a tema il cibo per il corpo e per l’anima. Molto Expo di Dio.

 

La Darsena, appena cominciata, è già ostruita. O meglio, una spazzatrice dell’azienda della nettezza urbana ha sbagliato manovra e ha danneggiato una delle nuove passerelle in legno adibite al passeggio (molto apprezzato, in questo maggio tropicale). L’agibilità è stata subito ripristinata, ma per tornare al bell’aspetto iniziale ci vorranno 45 giorni. Come direbbe quello: masochisti.

 

Dal 16 al 29 maggio alla Scala va in scena in prima esecuzione assoluta “CO2”, la nuova opera di Giorgio Battistelli su libretto di Ian Burton, commissionata dal Teatro alla Scala. L’opera affronta in musica temi come i consumi irresponsabili, le emissioni di carbonio, il riscaldamento globale. Musica per no global, direbbe Truman Capote.
Maurizio Crippa

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