Guerre

Il buon lavoro fatto con i profughi a Milano. Manifestazioni pericolose e il pericoloso W. per bambini
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I primi profughi siriani sono arrivati a Milano nell’agosto del 2013. Dentro o intorno alla stazione Centrale si nascondono, per non farsi registrare, aspettando i contatti con i passeur che li porteranno nel nord d’Europa per farsi accogliere come asilanten nei paesi dove ci sono già dei parenti, o dove semplicemente la condizione di rifugiati offre prospettive migliore che in Italia. Tra il 2013 e l’estate scorsa solo qualche decina di profughi aveva chiesto la registrazione a Milano: del resto non si attraversa tutta la penisola da clandestini per poi fermarsi qui. Ma il traffico è intenso e ora la fase d’emergenza è ricominciata. Da ottobre 2013, quando in Centrale è iniziato il lavoro di monitoraggio e prima accoglienza, fino a gennaio 2015 i profughi transitati a Milano sono stati oltre 57 mila, in gran parte assistiti dalle strutture del comune e dalle associazioni di volontariato come la cooperativa Farsi Prossimo, la Caritas ambrosiana e molte altre sigle e ong. E anche con il contributo economico di donatori privati e aziende, generosi a Milano as usual. Per quasi un anno, il mezzanino della Centrale è diventato una piccola Lampedusa di terra. Il comune, con l’aiuto dei volontari, aveva deciso di istituire proprio lì il punto di prima accoglienza e smistamento, onde evitare che i clandestini finissero chissà dove e per limitare per quanto possibile il lavoro sporco dei passeur. Ora l’hub del mezzanino è stato smantellato, ma il lavoro prosegue. Va detto che, su questo, la giunta Pisapia (con il volontariato) ha fatto un buon lavoro e Milano s’è dimostrata all’altezza della sua fama di efficienza e cuore in mano. Anche se ora l’ex Cie di via Corelli e la Casa Suraya della Caritas (il nome della prima bambina siriana nata a Milano) hanno ricominciato a scoppiare. Majorino ha appena annunciato che saranno aumentati i posti a disposizione nei centri.

 

La scabbia è il minimo che possa capitare di prendersi, ad attraversare il mare chiusi nelle stive. Ma il pandemonio scoppiato per i quattro casi (sospetti) registrati a Milano tra i profughi arrivati negli ultimi giorni è tutto politico. Il comune chiede da tempo che la regione istituisca, proprio in Centrale, un presidio medico dedicato ai migranti. L’assessore alla Salute in regione, Viviana Beccalossi, ha risposto che di fronte allo spettro della scabbia “ci resta solo una possibilità: bloccare, anche con la forza, il flusso migratorio”. Non proprio ributtarli in mare, ma sotto i treni sì.

 

Il “No Expo Mayday parade”, la manifestazione del 1° maggio annunciata dalle sigle antagoniste di mezzo mondo mette più paura, al momento, dei possibili attentati dell’Is. O almeno così dicono le autorità. Quel giorno si celebra il Lavoro, ma si apre anche l’attesissima Esposizione, con una marea di personalità e di capi di stato e di governo invitati (Renzi sì, Mattarella no). Grande allerta. Qualche giorno fa i goliardi anti-global hanno appeso uno striscione sull’Expo Gate, l’orripilante istallazione davanti al Castello Sforzesco che funge da punto informativo sugli eventi. C’era scritto: “L’unico gate che vogliamo è quello per uscire dall’Expo”. La minaccia non è granché, ma ad ogni buon conto il comune ha deciso che i previsti lavori di ripulitura urbana da scritte e graffiti inizierà solo dopo il 1° maggio. A barbari antagonisti ripartiti.

 

L’altro collaudo sicurezza è previsto domani, quando alla tradizionale sfilata per il 25 aprile (settantesimo, pompa magna) si dovrà impedire che si rinnovino, come accaduto in passato, gli attacchi alla rappresentanza della Brigata ebraica, che a Roma ad esempio ha rinunciato a partecipare tra le polemiche, da parte delle sedicenti “realtà di solidarietà alla causa palestinese e di opposizione alla guerra imperialista”. Nazisti a Milano.

 

“I bambini lo sanno”, ma anche no. Polemica un poco surreale alla scuola elementare Pertini di Niguarda, che aveva programmato la visione collettiva del nuovo film di Walter Veltroni dedicato all’infanzia. Alcune famiglie hanno avanzato dubbi che la pellicola fosse adatta a un pubblico infantile. Gli alunni di altre cinque scuole milanesi il film sono invece andati a vederlo. C’è chi ha parlato di “indottrinamento”. I bambini, comunque, al momento, risultano tutti sani e salvi.

 

Milano è la quarta città del mondo per gli acquisti di lusso, informa una ricerca dell’Associazione Via Montenapoleone. Tre miliardi di fatturato, l’80 per cento dei big spender sono stranieri. Il 12 per cento del pil di Milano. Bello a sapersi.

 

Ladri a Milano. Nel 2015 i quartieri più a rischio per furti in appartamento sono stati individuati da una avveniristica ricerca dell’istituto Transcrime in collaborazione con l’Università Cattolica, l’Università di Trento e la Pubblica sicurezza. Dormire preoccupati a Porta Venezia e a Porta Romana, all’Isola e a Città Studi. Sapere anche questo.

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