Al nuovo ministro dei Beni culturali, Giancarlo Galan, vorremmo segnalare il vero nemico: la banca. I teatri campano grazie al sostegno pubblico degli enti soci. Aspettano, infatti, l’erogazione del denaro ma siccome aspettano non mesi, ma anni, per pagare stipendi e fornitori devono chiedere prestiti alle banche che, verbigrazia, fanno un carico che è solo usura. Ecco, Eccellenza, va bene che a teatro si va con la cravatta. Ma scamiciarsi dai cravattari sarebbe cosa santa e pura. E poi dice che uno si butta con Ezra Pound. Oppure con Scilipoti. Che tanto è la stesso.
© - FOGLIO QUOTIDIANO
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