A Lirio Abbate, inviato dell’Espresso e nostro amico, a Lirio che è seriamente minacciato dalla mafia ma è un tipo discreto, sommessamente abbiamo chiesto un elenco di dieci cose per cui vale la pena vivere. E così ci ha risposto: “Pane e panelle, al primo posto. Quindi musso, poi carcagnolo, quindi stigghiole. Al quinto posto la frittola, poi il quarume che non può mancare, gli spitini, le arancine (‘a carne e al burro) e la sfincia. E, per finire, dopo tutti questi antipasti, al decimo posto gli anelletti al forno. Il tutto, ovviamente, comprato per strada, in Palermo. E, volendo, anche presso la Focacceria San Francesco”. Ma solo quando non c’è Gianni & Riotto detto Johnny.
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