Si è fatto fin troppo spirito sulla morte di Kim Jong-il. Con rara supponenza, infatti, i coreani in lacrime sono stati giudicati al pari di poveri citrulli come se i fenomeni di massa in tema di de profundis, non siano anche materia occidentale, forse pop, ma certamente occidentale se si pensa ai funerali di Lady D o di qualunque altro divo rock. Da Elvis Presley a Freddie Mercury non si fa altro che culto, forse pop, ma sicuramente occidentale e con il sovrappiù di sovversione ed è perciò fuori luogo meravigliarsi del pianto proletario. Detto ciò, girando per le bancarelle al mercato di piazza Vittorio, a Roma, ho trovato un busto di Stalin. L’ho comprato e me lo sono collocato alle spalle. Quando ci vuole, ci vuole.
© - FOGLIO QUOTIDIANO
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