Servono più di quindici anni per capire a fondo il personaggio politico che ha stravolto la storia politica italiana? Pare di sì, se è vero che la biografia di Antonio Di Pietro, rigorosamente non autorizzata, è stata pubblicata solo adesso. “Di Pietro - la storia vera” è il libro di Filippo Facci che ripercorre ogni istante della vita pubblica e privata dell’ex pm. Più di 500 pagine per scannerizzare piccole e grandi contraddizioni, cicliche incoerenze e scelte dubbie del leader dell’Italia dei valori. Presente sulla scena politica da ormai tre lustri si potrebbe dire che sappiamo tutto di Di Pietro, l’autore dimostra che non è così. A iniziare dalla sua data di nascita, fino alle prese di posizioni più recenti, la biografia analizza ogni aspetto, più o meno noto, di Di Pietro e soprattutto ricorda particolari che ai più possono essere sfuggiti, come la rubrica settimanale che scriveva su “Oggi” o la breve parentesi che lo ha visto ricoprire il ruolo di avvocato difensore. Il libro è suddiviso in tre parti, come le fasi che si alternano nei campi: semina, raccolto e vendemmia, e il lettore ripercorre il periodo trascorso come emigrato in Germania, il ritorno in Italia e la laurea lampo, fino alla toga, Mani pulite e l’esperienza politica più recente. Di Pietro è stato il simbolo dell’Italia più recente e il giornalista di Libero ricostruisce nel dettaglio soprattutto gli anni di Tangentopoli, quando Di Pietro aveva un consenso altissimo ed era considerato l’uomo che avrebbe salvato il paese. Oggi i paradossi sono altri e riguardano il suo partito, gestito in modo familistico e totalitarista, e le alleanze funamboliche tra politica e antipolitica. Tanto è stato scritto sull’ex pm simbolo di Mani pulite, l’autore ha il pregio, meritevole o no, di conoscerlo da parecchio tempo e di averne seguito le trasformazioni costanti. Le biografie ufficiali, tutte rinnegate, non competono per chiarezza e precisione: quella di Facci ha il tono della stesura definitiva.
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