Cose di casa nostra. Tanto per cominciare “Sotto una pioggia di parole” terzo album del duo romano Zero Assoluto, composto da due tipi bravi e brillanti come Matteo Maffucci e Thomas De Gasperi. La coppia muove i primi passi a fine anni Novanta nella scena locale rap, ma presto slitta verso una canzone d’autore docile e sofisticata che li porta nel 2006 alla ribalta sanremese, alla prima seria popolarità e a un inno generazionale come “Svegliarsi la mattina”. In sostanza cos’hanno gli ZA per piacere tanto e per essere così morbidamente amati dai ragazzi italiani di oggi? Prima di tutto la levigata dolcezza del loro suono e delle loro storie, che non è superficialità ma cautela di approccio al presente. Amano, pensano e propongono, ma lo fanno sempre con una grazia perfino eccessiva, ma educata e incoraggiante in questi tempi di grida. In secondo luogo incarnano una via a una normalità intelligente che per tanti coetanei dev’essere rinfrancante: si può essere comunicativi, si può arrivare a una posizione visibile, si può conoscere il successo, anche percorrendo le strade del buon gusto che sono patrimonio della nostra middle class – o di ciò che ne resta. Breve parentesi: se incrociate dalle parti dell’Argentario andate a sentire la band locale Mojasfera, piccolo cult maremmano: un trio di eccellenti strumentisti che percorrono strade parallele a quelle delle Luci della Centrale Elettrica e di Wu Ming, con uguali dosi di slancio poetico e sonorizzazione emotiva. Molto interessanti.
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