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All'assemblea di ieri Walter Veltroni non ha detto cose diverse da quelle che ha sempre ripetuto in questi due anni (a tenersi bassi). Dunque non lo farò neanch'io: Dario Franceschini ha scelto di imboccare quella strada già diversi mesi fa e la mia opinione in proposito l'ho scritta qui allora. Aggiungo solo una cosa – ma lunga – perché in tutto questo parlare di apparati e di rinnovamento mi sono tornati in mente i tempi in cui avevo ancora una tessera in tasca e una sezione in cui andare a discutere di quello che capitava. L'ho fatto per quattordici anni, da quando ne avevo quindici a quando ne avevo ventinove, nella sezione Mazzini dei Ds (e prima del Pds). Anche lì, ve l'assicuro, si parlava molto di rinnovamento, ricambio, apertura. E quando si discuteva, si discuteva sul serio: dare del tu e dire chiaramente come la pensavi anche al vecchio dirigente, autorevole intellettuale e magari pure ex partigiano con cui ti trovavi a polemizzare, a quindici anni, era una delle prime cose che ti toccava imparare, e non delle più facili.
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di Francesco Cundari
La candidatura di Dario Franceschini, attuale segretario ed ex vicesegretario del Pd, è sostenuta da: Walter Veltroni (ex segretario del Pd); Piero Fassino (ex segretario dei Ds); Franco Marini (ex segretario del Ppi); Pierluigi Castagnetti (ex segretario del Ppi) e se non capisco male pure da Francesco Rutelli (ex segretario della Margherita). Nonché da Beppe Fioroni (ex responsabile organizzazione del Pd - cioè, letteralmente, capo dell'apparato).
Ci saranno senza dubbio molti argomenti per sostenere la riconferma di Franceschini. Tra tutti, l'argomento secondo cui Bersani “rappresenta l'apparato” non mi sembra il più convincente.
di Francesco Cundari
Ufficialmente appoggiato dall'ex segretario del Pd – del quale è stato vicesegretario dal giorno in cui il Pd è nato – l'attuale segretario del Pd ha dichiarato oggi in un video che si ricandida a segretario del Pd. E che lo fa "per portare il Pd nel futuro, per cambiare, per non tornare indietro". Fino a oggi il Pd ha perso tutte le elezioni, con risultati ogni volta peggiori.
di Francesco Cundari
A proposito di quanto si diceva qui (nei commenti), giusto pochi giorni fa, su ruolo e responsabilità dello stesso D'Alema nello sfondamento a sinistra di una concezione "americanista" della politica, con la "staffizzazione del partito", l'enfasi sul leader, eccetera eccetera, trovo sul Corriere della sera l'anticipazione di un libro di Alessandra Sardoni (Il fantasma del leader, Marsilio), che contiene questo significativo documento, a firma Claudio Velardi e Fabrizio Rondolino, allora tra i principali esponenti dello staff dalemiano.
Il partito, inteso come ceto politico, è un cane morto. Il suo stato è sotto ogni punto di vista desolante (... ). Sarebbe illusorio credere che la nascita della Cosa 2 possa diventare l'occasione per una rifondazione del partito, che non può essere rianimato. Dobbiamo aggirare l'ostacolo. Si potrebbe parlare di una crescente "staffizzazione" del Pds. Dobbiamo pensare il Pds come una delle componenti del comitato elettorale di Massimo D'Alema.
di Francesco Cundari
Non discuto, anche se penso che prima o poi si dovrà farlo, questa corsa tumultuosa alla dismissione di tutto ciò che è pubblico, questa sorta di voluttà generalizzata che induce a respingere come diabolica, a cominciare dalla denominazione, ogni cosa che abbia a che fare con le parole "Stato" e "statale". Personalmente penso che anche questo sia un aspetto di quel conformistico disprezzo per la politica che oggi va per la maggiore, ma tant'è: se ne parlerà un'altra volta.
(Ernesto Galli della Loggia, Corriere della sera, 2 giugno 2009).
di Francesco Cundari
Berlusconi dichiara che "ormai la carta dei valori della sinistra è diventata Novella 2000".
La direttrice di Novella 2000 si dichiara "onorata" dalle parole di Berlusconi.
di Francesco Cundari
Ieri sono andato ad ascoltare Veltroni in un centro anziani della Garbatella, tra signori che giocavano a bocce e signore che giocavano a scopone (il gruppo del liscio si è dovuto fermare, perché il comizio si è svolto proprio sulla pista). Se ne parla oggi in una crudele pagina del Corriere, dove l'articolo principale è dedicato al segretario del Pd e alla sua timida retromarcia sul "caso Casoria" ("Non parlavo di figli ma di valori") ed è illustrato da una foto di Franceschini che gioca a bocce assieme a un paio di vecchietti, giusto sopra il box dedicato al comizio di Veltroni in un centro anziani: "Veltroni boccia 'Affari tuoi': era meglio Mike". Perché per vincere da Mike, dice Veltroni, almeno dovevi dimostrare di sapere qualcosa. Non è la prima volta che l'ex segretario del Pd se la prende con i "pacchi", e il Corriere ci aveva già fatto sopra un articolo, il 16 gennaio (quando cioè l'ex segretario era ancora segretario). Ma non è solo per questo che il discorso mi risuonava, mentre lo ascoltavo. Perché al di là del tono moralistico con cui Veltroni lo affronta, che non mi piace e non mi convince, il tema per me ha un suo oggettivo interesse, e infatti me ne ero già attentamente occupato qui.
di Francesco Cundari
La procura di Pescara ha chiesto al gip Maria Michela Di Fine la proroga delle indagini, fino al 26 settembre prossimo, per l'inchiesta su presunte tangenti nel mondo della sanità privata abruzzese, che il 14 luglio scorso ha portato all'arresto, tra gli altri, dell'ex presidente della Regione Abruzzo Ottaviano Del Turco (fonte).
Quando misero in galera Del Turco, e tutti i giornali armarono la solita fiera della calunnia libera, con ricostruzioni basate pressoché esclusivamente sulle tesi dei pm e sulle accuse di questo e quello – quando, ripeto, Del Turco fu preso e sbattuto in galera senza passare dal via, e tanto meno da un regolare processo – i magistrati spiegarono in conferenza stampa che contro di lui avevano raccolto già "una montagna di prove". Ora, dopo che Del Turco si è fatto un bel po' di carcere preventivo, dopo che la sua vita e la sua carriera sono state forse anche un filino danneggiate, dopo che il governo di una regione è stato decapitato e la regione stessa è dovuta andare a elezioni anticipate (passando dal centrosinistra al centrodestra), dopo tutte queste cose, quella stessa procura che all'indomani dell'arresto diceva di avere già "una montagna di prove" – 14 luglio 2008 – chiede ora una nuova proroga per le indagini, per l'ennesima volta. Il 19 luglio 2008 io scrivevo questo articolo. Potessi tornare indietro e riscriverlo con il senno di poi, aggiungerei solo una riga: "Mi sa che a qualcuno di questi pm una candidatura con l'Italia dei valori, prima o poi, non gliela leva nessuno".
di Francesco Cundari
Giovanni Guzzetta: "Io apprezzo lo sforzo di Franceschini, ma il problema del Pd è che è visto in continuità con il passato...".
Dario Franceschini: "Un momento... ma il Pd è nato con la scelta di rompere il centrosinistra...".
Questo surreale scambio di battute tra il presidente del comitato referendario e il segretario del Pd è appena andato in onda all'Infedele, suscitando in me le seguenti considerazioni: 1) Se l'obiettivo del Pd era rompere il centrosinistra, che in quel momento si trovava ancora al governo, non era più semplice fondare direttamente il Pdl? 2) Se proprio quella era la vera ragion d'essere del Pd, non sarebbe stato più corretto dirlo prima, a tutti i militanti di Ds e Margherita che come me avrebbero votato lo scioglimento dei rispettivi partiti nel Pd? 3) Di cosa avevano paura? Perché non dirlo subito? L'avessero detto a me, per esempio, avrei avuto una sola obiezione: ma scusate, facciamo un partito apposta per rompere il centrosinistra, e non ci facciamo neanche pagare? 4) Ma poi è proprio vero che il Pd è nato con quella scelta? Io direi piuttosto il contrario.
di Francesco Cundari
E' tutto così prevedibile – quello che succede, dico, e in particolare le reazioni e i commenti a quello che succede, e le reazioni alle reazioni, e soprattutto le mie reazioni alle reazioni e ai commenti – che a capire qualcosa di matematica potrei ricavarne una formula infallibile: data x, ne conseguono y, z, a, b, c, d, e, f, g, h, i, l, m, n, o, p, q, r, s, t, u, v. Capissi anche qualcosa di informatica, brevetterei subito il codice, come programma di autoaggiornamento per blog e social network: inseriti tre o quattro parametri elementari, ma basta anche un feed alle notizie fondamentali dell'Ansa, il sistema genera automaticamente le posizioni dei diversi partiti, giornali, intellettuali e cabarettisti – senza bisogno di aspettare che si pronuncino effettivamente – seguiti dai commenti preimpostati del titolare. Se qualche genio dei computer è disposto a lavorarci, sarei felice di testare un prototipo.
di Francesco Cundari
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