“La città è un film straniero senza sottotitoli” canta Jovanotti a 41 anni, lui che cantava “Gimme five” a 22, “One nation” a 25, “L’ombelico del mondo” a 29, tutta una carriera di inchini a Babilonia, poi però quando c’è da crescere dei figli improvvisamente capisci che l’Esquilino non va tanto bene, meglio la provincia toscana, “il paese mio che stai sulla collina” con le insegne dei negozi nella lingua che ti è madre, la trattoria con la pappa e i pici, il frantoio, il corniciaio, la parrocchia, il pizzicagnolo. Benvenuto a Strapaese, Lorenzo prodigo.
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