A Carnevale ogni articolo vale. Deve pensarla così Aldo Cazzullo che ieri sul Corriere ha scritto un bello scherzo ambientato a Parma intitolato (da qualche buontempone in redazione) “La città sotto inchiesta dove tutti rubavano tutto”. Sono due pagine buffe, un vestito di Arlecchino cucito con pezzi variopinti: elenchi di salumi presi da Wikipedia o analogo repertorio, libri di Bevilacqua aggiornati al tempo in cui Berta filava, errori esilaranti (né Paganini né Renata Tebaldi sono nati da queste parti), dichiarazioni dell’ex sindaco Ubaldi e del procuratore Laguardia. Sull’alto magistrato tengo la bocca cucita siccome preferisco pagare i sarti piuttosto che gli avvocati, e poi sono certo che se non avesse avuto gli occhi coperti dalla maschera un inviato come Cazzullo si sarebbe letto gli articoli dedicati al personaggio dalla “Voce di Parma”, per poi correre a intervistare qualcun altro. Su Ubaldi sarò ugualmente omertoso perché a casa sua mangiai un culatello memorabile e io, più che alle amicizie, sono fedele ai vizi. Ma certo non gli chiederei mai, se non appunto fra giovedì e martedì grasso, un giudizio sul successore Vignali, che è come chiedere a Berlusconi un giudizio su Di Pietro: cosa vuoi che ti risponda? So bene che riempire sei colonne non è facile: o ci metti delle notizie o ci metti delle idee o ci metti, come in questo caso, solo coriandoli. “Rubavano tutti” scrive Cazzullo, e le sue sono proprio chiacchiere, per non dire sfrappole e fritole. Che la Quaresima gli porti consiglio.
© - FOGLIO QUOTIDIANO
Se preferisci vedere questa pagina ottimizzata per iPhone clicca qui