Michela Murgia in “Viaggio in Sardegna” (Einaudi) racconta l’eloquente vicenda dell’abbigliamento sardo. Il costume femminile è decaduto molto lentamente ma oggi è pressoché morto: “Qualcosa di tradizionale è ancora possibile vederlo solo indosso a donne anziane all’uscita della Messa, in certi paesi dell’interno”. Il costume maschile, che scomparve dalla sera alla mattina con il boom economico, sembra invece in ripresa, seppure in forme alleggerite, presso i giovani della Barbagia e dell’Ogliastra. In tutta Italia, non solo in Sardegna, a conservare il fuoco sono sempre state le donne. Oggi è l’uomo. Non va bene. Dove e quando si incontreranno, e che cosa avranno da dirsi, maschi in velluto nero che durerà tutta la vita e femmine in stracci multicolori da buttare a fine stagione? Sorga al più presto una nuova generazione di vestali.
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