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ArchivioPreghiera

26 agosto 2011

Passeggio per l’Italia (Parma, Trani, Riccione, Rimini, Torino…) e vedo il popolo più brutto e malvestito del mondo: tutti con la braga che accorcia, a mezza gamba, e le scarpe da ginnastica coi fantasmini, e la borsa a tracolla, e la pancia anche nei più giovani. “L’eleganza cerca di rendere una nazione meno povera ispirandole il gusto del lusso. Di tutti i libri da fare, un trattato sull’eleganza è il più filantropico e il più nazionale” scrive Balzac nel “Trattato della vita elegante” (ripubblicato da Piano B, ma che nome inelegante per una casa editrice). Vorrei scrivere un libro patriottico che facesse conoscere alle plebi senza geografia né storia la giacca maremmana, il sarner, il tabarro, la giacca valdostana, quella lucchese, l’abito sardo, le furlane, i casentini, il pastrano, al contempo innalzando di almeno un punto il pil (al contrario degli stracci di massa, i capi succitati sono prodotti in loco). Poi però mi ricordo del discorso evangelico sulle perle e sui porci, e mi guardo intorno alla ricerca di un’ostrica.

di Camillo Langone

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