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ArchivioPreghiera

4 marzo 2008

Torniamo agli anni Venti, sarà un progresso. Michele Brambilla in “Sempre meglio che lavorare” (Piemme), consigliabile a chiunque voglia introdursi nei giornali (si prega vivamente di imparare a memoria le prime tre righe di pagina dieci), racconta come funzionava il Corriere della Sera nel 1928: all’esterno i reporter per raccogliere le notizie, in redazione gli estensori per trasformarle in articoli. La prima specializzazione è obsoleta: oggi che le notizie trasudano da tutte le parti non c’è davvero più bisogno di consumare la suola delle scarpe e magari rischiare di prendersi una pallottola. Invece la seconda è ancora più importante di ottant’anni fa: in un mondo senza senso apparente quello che davvero conta è dare alla realtà una forma comprensibile e sopportabile. Una disgrazia trasformata in un sonetto non è più una disgrazia, è una poesia.

di Camillo Langone

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