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3 giugno 2008

Che sia consegnato a Massimiliano Fuksas il premio Enrico IV. Il noto architetto, intervistato dal sito www.papa news.it, ha dichiarato: “Grazie a Benedetto XVI mi sono convertito al cristianesimo”. Questa sì che è una notizia. “Dedicherò proprio a lui la mia nuova chiesa di Foligno”. Fantastico. “Ho scelto un’architettura verticale anziché orizzontale, anche per aiutare il corretto svolgimento della liturgia. Le chiese circolari concentrano quasi tutta la visibilità sull’assemblea, mentre quelle verticali ti portano a concentrarti sull’altare. Personalmente ritengo che il rito per eccellenza sia quello tridentino, con il sacerdote di spalle ai fedeli”. Caspita, quest’uomo sembra avere imparato a memoria “Introduzione allo spirito della liturgia” di Joseph Ratzinger. Dopo aver letto tali entusiasmanti dichiarazioni sono corso a vedere il progetto della chiesa folignate. Ebbene, è un cubo. Avete capito bene: un cubo. Sulle riviste di architettura il cubo di Foligno è stato definito “un monolite criptico chiuso all’intorno, quasi inaccessibile, astratto”. Criptico, inaccessibile, astratto: i tre aggettivi escludono che il cubo sia cattolico. La stessa identica definizione potrebbe essere usata per descrivere la Kaaba, luogo sacro islamico, meta dei pellegrinaggi alla Mecca. In pratica Fuksas dedicherà al Santo Padre la filiale italiana del Tempio della Pietra Nera. Bravo Massimiliano, un cantiere val bene un’intervista.

di Camillo Langone

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