Caro Marco, il tuo ultimo libro (Marco Romano, “Ascesa e declino della città europea”, Raffaello Cortina Editore) conferma che in Italia il destino dei centri urbani è conosciuto solo da due persone, io e te, un po’ troppo few per essere happy. Tu fai parte del giro Moratti e la prima a non ascoltarti è Donna Letizia, io sono un militante cattolico e devo constatare che i più sordi al simbolismo architettonico (ad esempio i transetti delle chiese come braccia di Cristo) sono i vescovi. Prendiamone atto: ai grattacielari e ai dissacratori i nostri libri non fanno nemmeno il solletico. Tutti i sindaci italiani da Como a Salerno vogliono più Asia e meno Europa nelle loro città, edifici fuoriscala anziché a misura d’uomo, oggetti seriali anziché unici, forme importate anziché autoctone, e gli elettori godono a essere degradati da persone a individui perché gli hanno detto che non avere senso è moderno. Marco, non so tu ma io mi sono stufato di combattere contro i grattacieli a vento, forse dobbiamo scuoterci la polvere dai calzari e fare nostro il grido supremo di Piero Ciampi: “Ma vaffanculo”.
© - FOGLIO QUOTIDIANO
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