Cuore immacolato di Maria, sii la salvezza dell’anima mia e frena le mie parole, non farmi scrivere quello che penso di quei senesi che hanno scelto di farti dipingere da un maomettano. La tua immagine sul drappellone del prossimo palio sarà firmata da uno sciita libanese che ha impunemente dichiarato: “Non sarà una divinità ma una donna comune, una madre affettuosa come tante”. Ho capito bene? Una donna come tante? Perché, le altre madri sono forse immacolate? Fra pochi giorni il sindaco Cenni benedirà questa aggressione teologica in forma di pittura e sarà un’altra spina conficcata nel tuo cuore. Ma io che cosa posso farci, a parte non guardare il palio profanato? Tu invece, che hai già schiacciato la testa del serpente, potresti considerare le testoline di questi sacrileghi.
© - FOGLIO QUOTIDIANO
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