Non rivolgetevi agli idoli, non inginocchiatevi davanti ai vari Maxxi, Macro, Marca, Marta, Madre, Mambo, Maci, Mart, Mao, Miao (non invento niente, esistono tutti davvero, rispettivamente a Roma, Roma, Catanzaro, Taranto, Napoli, Bologna, Isernia, Rovereto, Torino, Torino). Gli acronimi seriali dei musei di arte contemporanea dimostrano: 1) l’ideologia dell’impersonalità quindi dell’inumanità che li informa; 2) la sterilità di un artistume che si riempie la bocca con la parola “creatività” e non è capace di creare nemmeno un nome. Mecche della neoplebe, questi noiosissimi musei senza muse sono, in tutto il mondo, disegnati sempre dagli stessi architetti e riempiti sempre dagli stessi artisti. Hanno tanti nomi ma sono filiali di un solo grande museo centrale, il Muto (Museo Unico della Tendenza Ovvia).
© - FOGLIO QUOTIDIANO
Se preferisci vedere questa pagina ottimizzata per iPhone clicca qui