Gianrico Carofiglio, ma ce l’hai una coscienza? Non sai che un titolo può fare più male dell’intero libro? Ho visto la pubblicità di “Non esiste saggezza”, con la tua faccia in primo piano che prova quantomeno l’esistenza della saccenza. Dovevi sfondare quest’altra porta aperta? C’era proprio bisogno di ribadire l’idea dozzinale che l’esistenza è folle e insensata? Potrai rispondermi che il titolo è antifrastico ma l’antifrasi è un gioco che capiscono in pochi, io per esempio non ci arrivo. Resta nell’aria un’affermazione falsa e traviante. Sei un cattivo maestro, Gianrico. La saggezza esiste e tu sei lo scrittore più giudizioso, più grevemente giudizioso che ci sia. Non sbagli una mossa dal giorno in cui sei stato concepito: sei nato a Bari nel ceto giusto, sei cresciuto nel quartiere giusto, hai fatto gli studi giusti e i mestieri giusti, militi nella fazione giusta, pubblichi con gli editori giusti. E allora perché infierire su quegli stolti dei tuoi lettori, che si muovono a branchi (al Salone del Libro di Torino risulti l’autore italiano più venduto) e versano quattordici euri per potersi buttare nella tua gravina del nulla? Gianrico, se non vuoi che ti chiami Maramaldo la prossima volta che ti viene voglia di scrivere vai a raccogliere lampascioni.
© - FOGLIO QUOTIDIANO
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