Céline contro Andrea Vitali. “Polemiche”, libro Guanda contenente le interviste postbelliche allo scrittore francese, ribadisce la mia convinzione che medicina e letteratura sono incompatibili. Per riempire una vita basta e avanza una sola vocazione. “C’è, pare, chi trova il modo di fare medicina allo stesso tempo, ma insomma, di solito, quelli non fanno bene il romanzo”. Viceversa chi scrive bene non può curare bene: Céline ammette senza problemi di essere un medico mediocre. Non essendo suo paziente ignoro come Andrea Vitali (autore di romanzi seppiati, bestsellerista di cui naturalmente invidio prolificità, successi e vista lago) abbia accordato grafomania e terapia. Non sono suo paziente e prego di non diventarlo mai.
© - FOGLIO QUOTIDIANO
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