Caro lettore, a casa tua preferisci il color legno o il color nulla? Io non frequento i capannoni dell’arredamento di massa, invece Paolo Nori lo fa e mi tiene informato sul fenomeno. Nei “Malcontenti” (Einaudi) così descrive la propria casa: “C’era la roba francescana di legno del Bricocenter, chissà cosa direbbero quelli del Bricocenter se sapessero che i loro mobili qualcuno pensa che son francescani, e c’era qualche mobile Ikea. Nina, non so perché, non si sedeva mai sulle sedie dell’Ikea, anche loro di legno ma con la seduta e lo schienale dipinti di bianco, si sedeva sempre sulla sedia pieghevole tipo cinema parrocchiale francescano del Bricocenter”. Nina è una donna italiana come tante e come tante andrà all’Ikea ma quando è soprappensiero sceglie il buon vecchio legno color del legno, insomma la realtà realistica. Perché il nulla, il vuoto espresso dal bianco smaterializzante, frigido, astratto, astorico, anonimo, leucemico, in fondo non lo vuole nessuno. Te lo vendono, lo compri perché così fan tutti ma non lo vuoi davvero.
© - FOGLIO QUOTIDIANO
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