“Il Vaticano è uno stato estero che vive grazie all’Italia, ma ha il diritto di sputare nel piatto in cui mangia”. Questo è il linguaggio di Curzio Maltese, un giornalista straniero (scrive su Repubblica) che vive grazie all’Italia e che ha il diritto di sputare nel piatto in cui mangia. Sia benedetta la libertà di espressione. Maltese sputa sui cattolici riducendoli a quattro gatti, siccome lui ha scoperto il numero esatto degli italiani che vanno a messa (come ha fatto? Io non riesco a quantificare i partecipanti alla messa della mia parrocchia). Sputa sui cattolici dipingendoli come ingenuotti manovrati dalle gerarchie che “usano i temi etici per mascherare importanti interessi economici” (è chiaro, Ratzinger parla contro l’aborto per arricchirsi). Sputa sui cattolici qualificandoli come esclusivisti delle ingiurie verso ebrei e musulmani (che si lodano reciprocamente e di continuo, come si sa). Sputa molto, Maltese, ma fra uno sputo e l’altro sente l’umano bisogno di definirsi. Allora osserva meglio il piatto, la minestra a lui teoricamente estranea della storia nazionale condita col lessico cattolico, e facendosi largo tra catarri e salive tira su col cucchiaio la parola “laico”. Senza quello stato estero anche Maltese non sarebbe nessuno.
© - FOGLIO QUOTIDIANO
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