Pierluigi Battista vede intellettuali di sinistra dappertutto, io nemmeno uno. Non credo di essere cieco e non credo che lui abbia le allucinazioni: semplicemente nei rispettivi dizionari “intellettuale” e “sinistra” hanno accezioni diverse. Adesso sul Corriere ha definito “scrittore di sinistra” Paolo Nori e questo è davvero troppo, con qualunque dizionario si voglia studiare la questione: ho letto i libri di Nori fino all’ultima riga ed essendo un lettore insofferente (estremamente insofferente) non ci sarei mai riuscito se avessi anche solo subodorato la sua appartenenza a quella parte politica lì. E questa è la prima prova che Nori non è di sinistra. Anche Battista lo ha letto per intero? Temo si sia fidato di Andrea Cortellessa, un caporale della critica letteraria secondo il quale Nori è di sinistra e non avrebbe mai dovuto permettersi di collaborare a “Libero”. Cortellessa è romano e quindi nemmeno la smettesse di fare il caporale potrebbe capire che cosa significano destra e sinistra nell’Emilia mia e di Nori. Qui la sinistra ha significato solo perbenismo, conformismo, potere: assolutamente da escludere che un artista amante della libertà più che dei soldi potesse farne parte. E questa è la seconda prova che Nori non è di sinistra. Sto forse dicendo che Nori è di destra? Non ancora, ma ci sto arrivando.
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