Per capire la politica pugliese si osservi la pittura pugliese. Sotto lo strato bonario degli Arbore e dei Banfi, dei trulli e delle orecchiette, la Puglia è una regione di mostri. Lo aveva capito Ivo Scaringi le cui opere costituiscono il nucleo della Pinacoteca di Trani appena inaugurata. Il pittore tranese già negli anni Ottanta dipingeva spaventose entità zoomorfe (ispirate al romanico delle cattedrali) nell’atto di dilaniare carni che si immaginano umane. Correva il tempo di Rino Formica, colui che correttamente definì la politica “sangue e merda”, del Vampiro delle Tessere Vito Lattanzio, dell’Abominevole Uomo delle Olive (di Cerignola), Giuseppe Tatarella, ma i quadri visionari di Scaringi non erano documenti bensì profezie: nei suoi dipinti non sono riuscito a identificare l’Orco Emiliano però ho visto due rettiloidi che, occhi tristi e denti affilatissimi, sono la fotografia del Falsobuono Vendola.
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