Goldoni, perdona Cesare De Michelis, lui credeva di farti un favore intitolando il suo ultimo libro “Goldoni nostro contemporaneo” (Marsilio). Quando invece gli elementi più affascinanti del tuo teatro sono il dialetto, le locandiere, le servette, i ventagli e i campielli, gli arlecchini e i pantaloni, i gondolieri, i rusteghi, il carnevale, insomma il Settecento che più non tornerà. De Michelis ha scoperto che eri un moderno, ti dipinge come un riformista, quasi un illuminista: può anche darsi, ma poteva fare a meno di sputtanarti.
© - FOGLIO QUOTIDIANO
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