Novembre è il più crudele dei mesi, per l’amante dei libri. Gli editori, sperando nelle vendite pre-natalizie, in questo periodo pubblicano un vagone di libri al giorno e anche solo sfogliare tutti quelli potenzialmente interessanti diventa materialmente impossibile. Vivo nel rimpianto delle belle pagine che mi rimarranno ignote ma davvero non posso leggere più di quanto già faccia, sia per mancanza di tempo sia perché temo, con Schopenhauer, che la pila di libri sul comodino sia una minaccia alla mia intelligenza: “Quando leggiamo, un altro pensa al posto nostro. La nostra testa, durante la lettura, altro non è che il teatro di pensieri estranei. Di qui deriva che chi legge molto smarrisce la facoltà del pensare da sé. Proprio questo è il caso di parecchi dotti: si sono rimbecilliti col leggere”. Sulla scorta del filosofo di Danzica invito a leggere con moderazione, centellinando il piacere, e quindi a preferire i piccoli libri, i piccoli giornali, soprattutto le piccole rubriche.
© - FOGLIO QUOTIDIANO
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