Ringrazio il mio amico Gian Arturo che mi ha confermato quanto l’architettura contemporanea faccia schifo ai contemporanei. Gli italiani applaudono Botta, Fuksas, Meier quando a costoro viene commissionato il danneggiamento di uno spazio pubblico, che notoriamente in Italia non importa a nessuno, ma quando lo spazio è privato scatta l’autonomia di giudizio: l’acquirente che spende di tasca propria esige il neotradizionale, il neovernacolare, il neobarocco. Vuole uno stile, non un’ideologia. Il mio amico ha appena comprato una casa-capolavoro di Terragni, grande protagonista del razionalismo, e mi ha confessato di avere fatto un affare. E’ un appartamento famoso, pubblicato sui libri, eppure l’ha pagato molto meno di un qualsiasi altro appartamento di metratura e posizione analoghe. Il prezzo era relativamente basso perché una casa bellissima ma frigida non ha richiesta, tutti desiderano abitazioni magari meno spettacolari però intime, calde, con travi di legno, nicchie, decorazioni, logge, camini, persiane… Il mercato non mente ed è romantico.
© - FOGLIO QUOTIDIANO
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