Preghiera per il trigesimo del conte Giovanni Nuvoletti Perdomini. Mi è dispiaciuto che tu, maestro di eleganza, sia morto in ospedale ad Abano Terme, località se possibile ancora più squallida di Porto Marghera. Pare che oggi, anche per un uomo riccamente dotato di mezzi morali e materiali, sia impossibile morire nell’intimità di casa propria. Mi è dispiaciuto che nei coccodrilli abbiano sprecato tanto spazio per parlare di quel certo tuo cognato, quell’avvocato famoso e invadente. Mi è dispiaciuto che abbiano degradato a hobby la tua scrittura, superiore a quella di innumerevoli professionisti (io conserverò per sempre la copia che mi dedicasti di “Un matrimonio mantovano”, promesso). Mi ha fatto piacere che nessuno abbia parlato dei tortelli di zucca, nostro culto che gli estranei non devono permettersi di disturbare (i giornalisti si meritano solo pennette, e quelle giustamente mangiano). Quaggiù la stagione della zucca è finita, se ne riparla in autunno. Prego che in paradiso la zucca non manchi mai, conte Nuvoletti.
© - FOGLIO QUOTIDIANO
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