Lo scrittore Davide Bregola piace alle donne, accidenti. Piace perché è piacente e perché scrive di buoni sentimenti, di bellezza e felicità dello stare al mondo. Adesso si è concentrato sul tipo “giovane mamma”, curando “le più belle ninne nanne di tutti i tempi” (liberamente). Non bisogna prendere sotto gamba le ninne nanne, sono autentica poesia, ognuna di esse contiene più sapienza dell’opera omnia di Valerio Magrelli e Maurizio Cucchi messi insieme. Raccontano ai piccini le verità più adulte, zuccherandole con la rima e il canto. I bambini sono nanerottoli da neutralizzare: “Ninna nanna mia creatura/ che ti porto a bere l’uva/ che ti porto a bere il mosto/ che ti fa dormire tosto”. I mariti sono odiosi perdigiorno: “Ninna nanna malcontenta/ babbo gode e mamma stenta/ mamma stenta tuttavia/ mentre il babbo è all’osteria”. Le ninne nanne sono la prima scuola, arrivano anche prima della televisione, e se i ragazzi di domani non saranno completamente idioti il merito sarà soprattutto loro.
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