Parma capitale della cultura? Sì, ma prima impariamo l'autodifesa

Tutto molto interessante ma purtroppo mancano le arti marziali. Che sono indispensabili per frequentare incolumi la città

Parma capitale della cultura? Sì, ma prima impariamo l'autodifesa

Foto LaPresse/Massimo Paolone

Il sindaco Pizzarotti per una volta si mette la cravatta, brutta ma conta il pensiero, e candida Parma a capitale italiana della cultura 2020. Presentando 32 progetti relativi alle varie arti. Tutto molto interessante ma purtroppo mancano le arti marziali. Che sono indispensabili per frequentare incolumi la città. Perché se Parma nel 2020 sarà forse capitale della cultura, nel 2017 è certo capitale delle rapine in stazione (fra mercoledì e giovedì altre due, la prima compiuta da un paio di marocchini alle 23, non proprio notte fonda, e l’altra da africani neri). Parma può vantare un mucchio di prodotti tipici, dal prosciutto alla violetta, ma nessuno di questi può venir buono quando scendi dal treno e due allogeni ti saltano addosso. Bisogna dunque importare il necessario: la candidatura venga completata con un progetto, il numero 33, dedicato al Krav Maga. Propongo la tecnica di autodifesa israeliana sia perché efficace anche contro aggressori armati (i rapinatori della stazione di Parma sono spesso muniti di coltello), sia perché insegna come un piccolo popolo assediato, e però colto, possa, volendolo davvero, respingere assedianti molto più numerosi, e però ignoranti.

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    29 Ottobre 2017 - 12:12

    Camillo, Camillo rara avis.luigi

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