La crisi delle compagnie aeree low cost è una buona notizia

Non esistono voli per Londra a 19 euri. La differenza fra i 19 euri e il costo reale la pagano gli stessi viaggiatori e poi i contribuenti

La crisi delle compagnie aeree low cost è una buona notizia

La crisi delle compagnie aeree low cost è divina. Le difficoltà di Ryanair e il fallimento di Monarch insegnino che, così come non esistono pasti gratis, non esistono voli per Londra a 19 euri. La differenza fra i 19 euri e il costo reale la pagano gli stessi viaggiatori, con i supplementi più o meno obbligatori, e poi i contribuenti con le sovvenzioni pubbliche agli aeroporti che, “ali al folle volo”, fanno decollare sotto costo le compagnie low cost. Oppure la paga il fornitore buggerato. Il viaggiatore aereo si immagina se non Dio almeno angelo: mentre angelo non è ma corpo greve che adesso, se all’andata aveva volato con la Monarch, al ritorno dovrà pagare un prezzo vero o farlo pagare, stavolta in modo più evidente, al consueto Pantalone (il governo inglese sta organizzando un’operazione di rimpatrio per i viaggiatori del collassato vettore inglese). Dante aveva ragione, l’uomo non è fatto per volare e fatalmente la cera che tiene ferme le penne di Icaro si scalda, o, cambia poco, i venditori di carburante delle compagnie low cost pretendono di essere pagati. La crisi delle compagnie aeree low cost è divina: l’uomo non è un uccello, si rassegni.

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  • perturbabile

    05 Ottobre 2017 - 00:12

    Non è lo snobismo a essere negativo, lo è l'immagine che dà di chi lo esercita! Sarebbe Alitalia il modello buono? A un certo punto alcune delle piccole linee aeree sono fallite, con nostro disagio. Ma dopo aver consentito per anni a noi burini di raggiungere -per divertimento, non per lavoro, le capitali europee a costo maggiore di quanto reclamizzato, ma comunque basso. Forse senza un'idea di sviluppo a lungo termine? Lasciamo le scelte imprenditoriali agli imprenditori, noi siamo potenziali viaggiatori e non presidenti di linea aerea: non è affar nostro -Suo, del dott. Langone o mio - come non lo dovrebbe essere giudicare i consumi degli altri. La sola critica pertinente riguarda l' aggravio per i contributenti, ma è allo Stato che andrebbe indirizzata, per aver speso male del denaro pubblico. È meschino il compiacersi del fallimento di aziende. 'Divino' sarebbe stato, al proposito, il vostro silenzio.

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  • agostinomanzi

    04 Ottobre 2017 - 09:09

    Piccola aggiunta: occupare una fetta del mercato grazie ad una offerta molto competitiva - determinando la contrazione dell'offerta di altre aziende - e poi ritirarsi di colpo lasciando il vuoto è un comportamento legittimo dal punto di vista legale e corretto sul piano della competizione economica? Immaginiamo che metà paese venga rifornito di energia elettrica a bassissimo costo e che poi, da un giorno all'altro il fornitore - per imprudenza/disinvoltura nella strategia dell'offerta e conseguente insostenibilità - stacchi la spina a tutti.

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  • agostinomanzi

    04 Ottobre 2017 - 08:08

    Finalmente. C'è chi considera da snob queste posizioni ( tra l'altro non c'è niente di male ad essere snob). Il volo torni ad essere cosa seria affidata a compagnie che investono nelle qualità, nello sviluppo e in un progetto a lungo termine (il contrario di " spremi il limone e poi butta la scorza"). Per i passeggeri: chi usa l'aereo per lavoro troverà il modo, pagando il biglietto il giusto prezzo, di ammortizzare le spese; chi lo usa per viaggiare saprà ponderare quanti e quali viaggi fare (l'aereo non è il metrò). Fly is not easy, Ryan.

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