Il tristissimo Museo del Risorgimento di Torino

Più che altro dovrebbero chiamarlo "Museo dell'affossamento"

Il tristissimo Museo del Risorgimento di Torino

Chi fosse tentato dallo schierarsi nello scontro Catalogna-Castiglia visiti il Museo del Risorgimento di Torino. Io l’ho fatto. Perché anch’io temevo di sbandare, dal lato della Catalogna quando pensavo a Dalì, Mirò, Gaudì, alla lingua prossima all’italiano, da quello della Castiglia quando pensavo ai Borboni, a Cervantes, ad Antonio López García, alla corrida… Trenta sale tappezzate di quadri brutti, divise tarmate, armi arrugginite, e poi la cella di Silvio Pellico, l’ultima camera da letto di Carlo Alberto, la maschera mortuaria di Cavour: le mummie del vicino Museo Egizio sono più divertenti. Risorgimento? Più che altro affossamento. Schiere di morti, feriti, mutilati, incarcerati, esiliati, giustiziati: ma perché? Qualcuno si ricorda il motivo? Ne valeva la pena? A un certo punto mi soccorre Shakespeare, l’idea della storia come “favola raccontata da un idiota, piena di rumore e di furore, che non significa nulla”. Il tristissimo Museo del Risorgimento di Torino è un potentissimo vaccino contro il prendere parte.

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  • drido37

    16 Ottobre 2017 - 17:05

    La storia va rivisitata. Bisogna dire la verità anche se fa male, tanto le cose non cambieranno. Cavour, i Savoia e Garibaldi hanno operato un vero colpo di mano con l'aiuto degli inglesi e il silenzio dei francesi. Questo tema deve essere affrontato per ottenere finalmente l'unità degli italiani.

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  • carloalberto

    02 Ottobre 2017 - 15:03

    Langone, un frutto dell'unità d'Italia è proprio lei, dunque la smetta di fare il brontolone su questo tema. P.s.: gli indipendentisti catalani hanno torto e scoppiano di contraddizioni, come quando rifiutano gli altri spagnoli e poi vogliono più immigrati africani e islamici. Per giunta sono di estrema sinistra, come se da noi i centrisociali si mettessero a gridare che hanno radici storiche nel passato e che amano la loro patria.

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  • apicco

    02 Ottobre 2017 - 10:10

    Forse per apprezzarlo almeno un pochino bisognerebbe prima leggere il bel volume di Umberto Levra "Il Museo nazionale del Risorgimento italiano di Torino", 2011, Skira Editore, che potrebbe aiutare a rendere meno muta e triste l'esposizione. E' un'ipotesi ...

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  • mauro

    02 Ottobre 2017 - 09:09

    Ah no, caro Langone, c'è prendere parte e prendere parte. Non mi faccia il mondializzato anche Lei o smetta di lamentarsi perchè Le hanno sostituito cibi e costumi con delle schifezze e Le impongono il negrone arrogante come vicino. Prendere parte per la propria patria è dulce et decorum. Tutto sta nel considerarne le dimensioni, che per noi hanno sempre più tendenza a ridursi a quelle del campanile. Progredendo verso il passato.

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