Ceronetti contro gli inebetiti da smartphone

Così la dittatura della condivisione deprime le nuove generazioni

Ceronetti contro gli inebetiti da smartphone

“Gente inebetita, piegata in due davanti a uno specchietto magico, di cui un potere cosmico malvagio può fare qualsiasi cosa”. Così Ceronetti descrive gli utilizzatori di smartphone nel suo “Messia” (Adelphi), libro che nelle poche pagine in prosa (ho saltato le molte pagine in versi) dimostra come la grande letteratura sia superiore, per velocità e visione, perfino alla scienza. Alla psicologa americana Jean Twenge, comunque meritevolissima, è servito un intero libro per dire come le ultime generazioni vengano letteralmente distrutte dall’aggeggio che dispensa dosi di depressione, conformismo (la dittatura della condivisione), insonnia e asessualità fino alla perdita di qualsivoglia prospettiva riproduttiva e lavorativa. Per spezzare il terribile incantesimo Ceronetti esorta a pensare messianicamente, pur consapevole dei rischi (a molti un tempo parve Messia un “orribile demonio sifilitico”, lo stesso Lenin che a Diego Fusaro pare Messia ancora oggi). Io esorto a leggere Ceronetti. Su carta.

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Commenti all'articolo

  • fabriziocelliforli

    15 Settembre 2017 - 20:08

    Ho meditato alcun giorni prima di decidermi di scrivere questa cosa che è molto personale per non dire intima. Il 25 marzo 2015, a 57 anni se ne è andata una mia amica; se ne è andata come un lampo, senza dirlo a nessuno. Nel famigerato cellulare conservo ancora il suo numero. A volte, al buio prima di addormentarmi, vado nella rubrica al suo nome ma non compongo il numero; accosto il cellulare all'orecchio e bisbiglio, simulando una telefonata con lei..

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  • fabriziocelliforli

    10 Settembre 2017 - 20:08

    Con Lei, caro Camillo, posso anche permettermi di perdere la Sua eventuale stima nei miei confronti. Ceronetti E' un RosaCroce. Lui probabilmente non sa di esserlo, sennò non lo sarebbe. Si badi: ho detto RosaCroce, non già rosicruciano. Non spiego. Mi fece, inconsapevolmente, il più bel regalo di compleanno mai ricevuto: il 10 di giugno di pochi anni fa, all'indomani del non più rinviabile acquisto di un telefonino ancorché non elaborato, esordì con un'altra frase fulminante quasi perfettamente agli antipodi di questa: "Dio? un cellulare con il numero dell'Infinito" (e ti sovvien la Preghiera fra te e l'Altissimo che è ascolto, ecc. ecc.) Un grande abbraccio, Camillo. E grazie!

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  • Andrea Pierotti

    09 Settembre 2017 - 19:07

    Diego Fusaro? Fossi il mago Otelma lo citerei per plagio.

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