Nomi da terrorista

Nel modo di chiamare i propri figli si nota la volontà di integrazione

Nomi da terrorista

Foto LaPresse

Che io non sia razzista ma culturalista lo dimostra il fatto che agli arabi tendo ormai a preferire addirittura i cinesi, sebbene molto più distanti dal punto di vista fenotipico. Perché in questi ultimi si nota una qualche minima volontà di integrazione: l’industriale automobilistico cinese Wei Jianjun adesso che vuole comprare un marchio americano si fa chiamare Jack Wey. So bene che è una scelta strumentale: ma è comunque un partecipare alla cultura Usa. E quello di Wei/Wey non è un caso isolato, sono tanti ad esempio i cinesi italiani che si fanno chiamare, o chiamano i propri figli, con nomi italiani. Partecipando così alla cultura italiana. Mentre gli arabi musulmani residenti in Europa continuano a chiamarsi, e a chiamare i loro figli, Mohammed. Un nome che dimostra la volontà di non integrarsi ma semmai di disintegrare (innanzitutto l’onomastica dei popoli ospitanti e poi magari qualcos’altro, in ossequio alle esortazioni del profeta eponimo). Non si temano soltanto gli imam che incitano al terrorismo, si temano anche i nomi che incitano al terrorismo.

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Commenti all'articolo

  • carloalberto

    25 Agosto 2017 - 09:09

    In effetti da tempo, ogniqualvolta vedo in tv il solito deputato Pd di nome Khalid, mi viene voglia di dirgli: "Quando esisteranno cittadini marocchini di nome Gennaro Esposito o Alberto Brambilla, allora torniamo a parlare di cittadinanza, integrazione et similia". I Paesi nordafricani, appena diventati indipendenti o poco dopo, hanno cacciato gli europei che vivevano lì togliendogli il lavoro e le terre con la scusa che non erano cittadini del Paese in questione. Non riesco a capire perché noi italiani invece dobbiamo "accogliere" tutti.

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  • lorenzolodigiani

    24 Agosto 2017 - 15:03

    Di Langone si deve gustare il modo in cui scrive. Spesso non si deve dare troppa importanza a quello che scrive.

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  • tamaramerisi@gmail.com

    tamaramerisi

    24 Agosto 2017 - 14:02

    Se tutti ci chiamassimo Giuseppe, sai che barzellette le intercettazioni sul Fatto Quotidiano.

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  • Giovanni

    24 Agosto 2017 - 14:02

    Sono stato in molti paesi arabi e lì ho conosciuto molti italiani che o per lavoro o perchè vi si erano stabiliti volontariamente continuavano comunque a farsi chiamare con i loro bei nomi italiani. Pensate che dovessero farsi chiamare Mohammed oppure Jamal per dimostrare la loro volontà di integrarsi? Ma per favore...

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    • carloalberto

      25 Agosto 2017 - 09:09

      italiani stabiliti in Paesi arabi? Con quale cittadinanza? Vogliamo scommettere che erano rimasti con la sola cittadinanza italiana?

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