Uno solo è il maestro e non è Fusaro

Di fronte al recente elogio di Maduro e Lenin ho deciso di aprire tutti e due gli occhi e tutte e due le orecchie

Uno solo è il maestro e non è Fusaro

Diego Fusaro (foto LaPresse)

Ogni volta che individuo un nuovo pensatore cerco di farmi insegnare qualcosa e, per non minarne la fresca autorevolezza, gli concedo un po’ di franchigia, la possibilità di dire qualche fesseria. Del resto anch’io, come Baudelaire, sento ogni tanto passare su di me “il vento dell’ala dell’imbecillità”. Dal quale evidentemente nessuno riesce sempre a ripararsi. A Diego Fusaro ho concesso troppo. Ho chiuso un occhio sull’incongruo nome anni Settanta (le statistiche avvisano che Diego era in calo già negli anni Ottanta, se non in certi quartieri napoletani). Ho chiuso un orecchio sui marxismi, sui gramscismi: anni Settanta pure quelli e dunque speravo ormai depotenziati, veleni scaduti. Ho preso ciò che mi risultava gradito (le dichiarazioni contro l’omosessualismo, il senzafrontierismo, l’immigrazionismo...) e tralasciato il resto. Ma di fronte al recente elogio dell’assassino marxista Maduro e quello recentissimo dell’assassino marxista Lenin ho deciso di aprire tutti e due gli occhi e tutte e due le orecchie. E finalmente ho visto il sangue delle migliaia di vescovi, preti e semplici cristiani fatti ammazzare dal capo dei bolscevichi (nel 1922 scriveva: “Quanti più membri del clero fucileremo, tanto meglio sarà”). E finalmente mi sono ricordato che uno solo è il maestro e non è Fusaro.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    15 Agosto 2017 - 14:02

    Camillo Langone dice che non esiste un “solo” maestro, nel senso di “unico”. Fotografa cioè la eterna pretesa di ogni “pensatore o filosofo”, di ritenersi il depositario “dell’ultima vera parola”. Da Talete a Diego Fusaro, passando attraverso le centinaia di variazioni, proposte, contraddittorie e conflittuali, è stata sempre una feroce lotta per essere “unico”. Basta pensare, non occorre far nomi, al conflitto millenario tra positivismo e idealismo. La filosofia è ancora strumento di lotta culturale e … politica. Lo è perché s’è impegnata nell'impossibile compito di voler dare una risposta, esaustiva, univoca al “Chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo, cosa ci stiamo a fare sulla terra?” Ne deriva che a fronte dell’impossibile, ciascuno dica la sua. Anche le religioni, politeiste e monoteiste, hanno cercato la soluzione in un mondo trascendente o nella Natura. Il buon Fusaro? Uno dei tanti cui l’Impossibile ha concesso e concede spazio. Annaspa, transibit.

    Report

    Rispondi

  • enniodb@gmail.com

    enniodb

    13 Agosto 2017 - 12:12

    Concordo sul giudizio negativo rispetto a Diego Fusaro. Non indovino però chi sia il "solo" maestro; probabilmente Langone si riferisce a Gesù e qui non sono d'accordo.

    Report

    Rispondi

  • ugo.pecchioli

    13 Agosto 2017 - 01:01

    E chi è il maestro si può sapere? Grazie

    Report

    Rispondi

  • carloalberto

    12 Agosto 2017 - 23:11

    Langone, come giustamente dice il problema è suo. Le sarebbe bastato comprendere che, se Fusaro poteva permettersi di dire qualcosa gradito anche a lei, è proprio perché "fa" il comunista. Questa gente va messa nell'ombra a priori, altro che lodata. Lei lo sa che nelle facoltà di filosofia delle università italiane (per esempio Tor Vergata e Bergamo) pascola gente che si dichiara "comunista animalista", afferma che l'unica legge è "faccio quello che mi pare", pratica abitualmente il vaffa e nella propria pagina su Wikipedia riferisce di collaborare contemporaneamente con Liberazione e con l'Osservatore Romano?

    Report

    Rispondi

Servizi