Gli alberi da frutto non attraggono neppure gli sbarcati

Chilometri e chilometri, abbandonati e carichi. Mai visti tanti frutti a disposizione di chiunque fosse disposto alla modesta fatica di raccoglierli

Gli alberi da frutto non attraggono neppure gli sbarcati

Dal fiume Po al torrente Ongina, dall’isola Serafini, la più grande isola padana, alla villa di Giuseppe Verdi, nella pianura piacentina ho visto chilometri e chilometri di alberi da frutto abbandonati e carichi. Soprattutto prugne. Soprattutto della varietà cornalina bianca. Mai visti tanti frutti a disposizione di chiunque fosse disposto alla modesta fatica di raccoglierli. Sani, succulenti, maturi: molti sulle piante, molti già caduti a terra. Chi ha piantato quegli alberi è morto? O è troppo decrepito per occuparsene ancora? Contemporaneamente nelle città vicine i giovani africani impietosiscono le vecchie italiane all’uscita dei supermercati, campando di elemosine e pappe già pronte nelle mense. Pensare che noi cinni della periferia orientale di Bologna, fra via Mazzini, ferrovia e Lunetta Gamberini, nemmeno ai rusticani dei rami più alti consentivamo di giungere a regolare maturazione: li addentavamo ancora verdi, asprissimi. Oggi gli alberi da frutto non attraggono neppure gli sbarcati, a cui l’assistenza statale e clericale nasconde accuratamente la parola di Dio: “Con il sudore del tuo volto mangerai il pane”. Genesi 3,19 sia invece pubblicizzato, scritto sui muri, diffuso dagli altoparlanti: chi non raccoglie non mangia.

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Commenti all'articolo

  • lauraromana

    16 Luglio 2017 - 08:08

    La risposta che ho dato più volte a questi elemosinanti, qui a Roma, è che abbiamo già dato: abbiamo già pagato, in quanto contribuenti, le navi che sono andate a prenderli, l'assistenza, il vitto e l'alloggio; a qualcuno ho pure detto che torni a casa sua a lavorare e a costruire benessere nel suo paese come noi da secoli abbiamo fatto con il nostro. Non sono capaci? E allora WWWW il colonialismo...

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  • carloalberto

    14 Luglio 2017 - 15:03

    Qui a Roma alcune suore, che vedevano sempre i giovanottoni arrivare a chiedere l'elemosina dopo la Messa, hanno più volte proposto loro di ricevere qualcosa da mangiare, ma si sono sentite rispondere che i signori volevano soltanto soldi. Non c'è male come "formazione" e "promozione umana".

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  • Dario

    Dario

    14 Luglio 2017 - 10:10

    Sì, ma le prugne sono evidentemente disdegnate pure da quei giovanottoni bianchi che vanno a gonfiare le cifre della nostra disoccupazione giovanile (20%, 30%, 40%?), quei giovani a cui tutti i giorni sentiamo che gli immigrati tolgono il posto. E allora c'è una unica soluzione: sotto con le prugne (che fanno anche bene, basta non esagerare)! A proposito, il 31 agosto 2016 Langone pubblicò una preghiera contro la frutta in genere. Vuoi vedere che l'hanno preso in parola?

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  • maurizio guerrini

    maurizio guerrini

    14 Luglio 2017 - 09:09

    Grande Langone nel bellissimo paradigma della nostra tragicomica rinuncia alla vita lamentandosi di chi alla vita anela.

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