L'invasione che oggi il papato incoraggia

Non aveva dubbi, don Ludovico Antonio Muratori, nel settecento, che il papato proteggeva l'Italia dall'invasione tedesca e musulmana. Ma oggi? 

L'invasione che oggi il papato incoraggia

LaPresse/Stefano Costantino

“Non havvi dubbio che, senza la presenza del papato a Roma, l’Italia sopra gli Appennini sarebbe divenuta una provincia tedesca. E la parte peninsulare della regione italica sarebbe da gran tempo una provincia musulmana”. Purtroppo devo avvisarti, don Ludovico Antonio Muratori, padre della storiografia italiana, che questa tua settecentesca affermazione oggi non è più valida. Oggi la presenza del papato a Roma sembra svolgere una funzione opposta: incoraggiando la presente invasione sembra promuovere e benedire l’islamizzazione conseguente. E non solo della parte peninsulare ma dell’Italia intera: gli austriaci hanno schierato i blindati al Brennero, non sulla linea gotica. Posso esplicitare questa riflessione restando cattolico praticante anche perché tu, restando prete cattolico, nella “Piena esposizione dei diritti imperiali ed estensi in proposito delle controversie di Comacchio” spiegasti che il Papa quando scende in politica (succedeva ai tuoi tempi, succede ai miei) si mette allo stesso livello degli altri soggetti politici consentendo che le proprie parole diventino opinabili e non vincolanti. E nemmeno su questo vi sia dubbio alcuno.

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Commenti all'articolo

  • giantrombetta

    06 Luglio 2017 - 09:09

    Semplicemente magnifico, caro amico Camillo.

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  • angelo54

    05 Luglio 2017 - 10:10

    Giusto. Checché ne possano dire certi vescovi, non mi pare che l'immigrazione sia mai stato argomento di fede religiosa.

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  • guido.valota

    05 Luglio 2017 - 09:09

    Provate a parlare con qualcuno affidabile che abbia a che fare direttamente con l'accoglienza degli immigrati. O ancor più direttamente con qualcuno di loro, specialmente tra quelli che restano qui in qualche modo dopo non aver ottenuto il permesso di soggiorno. Vi diranno tutti la stessa cosa: a casa loro non stavano malissimo ma avevano bisogno di fare più soldi (per avviare un'attività nuova, per comprare una casa nuova, per vivere a livelli occidentali e non locali in genere). E quindi si sono imbarcati attratti dalla notizia dell'ospitalità loro dovuta in Europa. Ora questi respinti che restano hanno visto la situazione, sono disillusi e non sanno cosa fare. Sconsigliano continuamente i loro conoscenti dal partire, ma questi partono ugualmente attratti dalla propaganda umanitarista e convinti che i loro predecessori stiano mentendo per egoismo. Spiacente, ma la responsabilità di questo ciclopico errore e del massacro in mare è molto ben individuata.

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    • Bacos50

      06 Luglio 2017 - 16:04

      Il signor Valota ha ragione. Conoscendo molto bene il francese mi capita di frequente di fare due chiacchiere con migranti che parlano il francese. Esclusi quelli che provengono da zone di guerra, che hanno diritto d’asilo, e che rappresentano una minima parte dei flussi attuali, ciò che traspare è che chi arriva proviene da famiglie che in ogni caso sono in grado di pagarsi il viaggio, che non costa poco. Aspirano a trovare una sistemazione in Europa, ma non in Italia, bensì nei paesi del nord dell’Europa, perché sanno che da quelle parti il welfare è particolarmente efficace. Non a caso l’Italia sta diventando un vero e proprio collo di bottiglia. In questo periodo risiedo a Mentone e andando a Ventimiglia si comprende subito la drammaticità della situazione, che appare senza sbocchi.

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  • fguidotti

    05 Luglio 2017 - 09:09

    Se in Conclave lo Spirito Santo ha suggerito Bergoglio come la scelta migliore, bisogna chiedersi quale fosse il livello degli altri candidati.

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