Fate come Gillo Dorfles: non cedete alla lagna della nostalgia

Eppure i motivi di malinconia abbonderebbero per chi è nato nella Trieste austro-ungarica e comprava i libri nella libreria di Umberto Saba

Fate come Gillo Dorfles: non cedete alla lagna della nostalgia

Gillo Dorfles apertura del museo del '900 al palazzo dell'arengario (foto LaPresse)

Sia emulato Gillo Dorfles. Non per l'età difficile da augurare (107 anni), non per i giudizi estetici (ogni critico ha i suoi), ma per l'inesausta curiosità e la siderale distanza dalla disutile figura del laudator temporis acti. Persone con meno della metà dei suoi anni non fanno che rimpiangere il passato: Dorfles pubblica un libro (“Paesaggi e personaggi”, Bompiani) che è una rarissima autobiografia senza la lagna della nostalgia. Eppure i motivi di malinconia abbonderebbero per chi è nato nella Trieste austro-ungarica, per chi comprava i libri nella libreria di Umberto Saba, per chi andava in barca sui navigli milanesi (quelli monumentali di via Senato e San Marco, non i rimasugli attuali), per chi ha fatto il militare nel Nizza Cavalleria (“il reggimento chic del momento”), per chi era amico di Eliot, Montale, Lucio Fontana, addirittura di Toscanini... Il grande estetologo non lo diresti uomo molto religioso eppure nessuno oggi prende così sul serio l'Ecclesiaste: “Non domandare: Come mai i tempi antichi erano migliori del presente?, poiché una tale domanda non è ispirata da saggezza”. Sia emulato Gillo Dorfles.

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