Vi piacciono Caproni e Seneca? Allora prendeteli sul serio

Il poeta livornese e il filosofo sono stati “usati” nelle prove scritte per l'esame di maturità. Ma forse vale la pena di rileggere quello che scrivevano 

Vi piacciono Caproni e Seneca? Allora prendeteli sul serio

Caproni e Seneca escano dalle aule ed entrino nel mondo, insomma siano presi sul serio. Del grande poeta livornese i ministeriali hanno usato una piccola poesia, è vero, per giunta piegandola alle loro mostruose finalità estinzionistiche, pure questo è vero, ma gli ormai famosi “Versicoli” possono essere utilizzati anche per obiettivi meno masochistici ossia contro la presente invasione: Caproni ci ricorda che la pressione demografica danneggia l’ambiente e pertanto, se davvero si crede nella poesia, si chiudano le frontiere, si espella l’espellibile e si colga l’occasione delle culle vuote per godere di un’Italia meno antropizzata. Del grande filosofo romano i ministeriali hanno usato un brano in apparenza tranquillo, facile da tradurre, quasi neutro. Eppure finanche questa lettera a Lucilio può rendersi utile: Seneca vi rammenta che “la filosofia è costituita non di parole ma di fatti” e pertanto, se davvero si crede nella filosofia, si licenzino (o si smettano di assumere) i professori di filosofia analitica e teoretica, dai fatti del tutto avulsi, recando contemporaneo sollievo alla sapienza, agli studenti e alle casse dello Stato.

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