Il Bosco Verticale di Milano, cavallo di Troia del Qatar

"Guai a colui che favorisce i deserti!”

Il Bosco Verticale di Milano, cavallo di Troia  del Qatar

Il Bosco verticale a Milano (foto Josef Grunig)

“Il deserto cresce: guai a colui che favorisce i deserti!”. Così parlò Nietzsche, filosofo veggente che ha anticipato un mucchio di cose compreso il Bosco Verticale, nichilismo edilizio verniciato di verde. Avendo l’amigdala sensibilissima, avendo speso più tempo sulle pagine della Bibbia e dell'architetto-urbanista Rem Koolhaas che davanti ai film di Woody Allen, sapevo che i grattacieli sono più Asia che America, più oriente che occidente. Quando alzarono le torri di Porta Nuova vidi subito la scristianizzazione del profilo milanese, l’oscuramento della Madonnina tanto applaudito dai ciellini di (allora) potere, dalle masse idolatriche, da tutti gli apostati fra Lambro e Olona. Ma non riconobbi subito quei blasfemi edifici come nuovi cavalli di Troia (città asiatica alla stregua di Babele e Doha). Quando Bosco Verticale e grattacieli vari vennero comprati dal Qatar cominciai a sospettare. Oggi finalmente so che l’ipocrita boschetto nasconde una montagna di sabbia, alimento per il deserto che cresce. “Guai a colui che favorisce i deserti!” (magari frequentando piazza Gae Aulenti).

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    07 Giugno 2017 - 19:07

    Ora basta ,sono anni che ogni tanto qualcuno accusa il mio amato Nice di qualche-sia-cosa. Per me ogni volta che lo rileggo è una lettura sempre più avvincente.

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  • maurizio guerrini

    maurizio guerrini

    07 Giugno 2017 - 11:11

    Grande invito alla meditazione!

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    • maurizio guerrini

      maurizio guerrini

      07 Giugno 2017 - 17:05

      Il deserto è per antonomasia luogo di meditazione. Il bosco verticale è deserto e ci invita a riflettere. Evitiamo solo di baciarlo ed abbracciarlo, come fece Nietzsche con il cavallo anticipando l'idolatria animalista e ambientalista, ma anche il demonizzarlo ci può condurre ugualmente alla sua medesima follia.

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  • tamaramerisi@gmail.com

    tamaramerisi

    07 Giugno 2017 - 10:10

    Vogliamo sognare la presunta purezza di un passato immutabile, come fanno i maomettani? Vogliamo pensare che la fede sia questione di statue dorate, come il vitello di biblica memoria? Caro Langone, Nitsche era un cinico che vedeva la morte ovunque, dal tanto contemplarla. Il Bosco verticale di Milano è una creazione bellissima. E poi pensi, se la fa stare tranquillo: lo Stato ha l'arma dell'esproprio, e dell'asset freezing... Se proprio serve. A me questi discorsi di pancia da parte di persone colte provocano malessere spirituale.

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  • lauraromana

    07 Giugno 2017 - 08:08

    Sono stata di recente a Milano. Dalla piazzetta antistante Santa Maria delle Grazie si vede un grattacielo che blocca la prospettiva della strada quasi in asse con la facciata. Non so se sia uno di quei grattacieli: comunque alieno, comunque oscenamente estraneo alla misura, alle proporzioni, all'armonia dell'estetica italiana e nostra. Non so se i milanesi si rallegrino di quei grattacieli che non fanno di Milano una città moderna ma una città anonimamente qualunque ed esteticamente squallida, ma quanti di loro se ne rallegrano rendono solo Milano meritevole della definizione di " città di provincia più grande d'Italia".

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    • tamaramerisi@gmail.com

      tamaramerisi

      07 Giugno 2017 - 13:01

      Ma quale squallore, vuoi mettere abitare sopra lo smog, il rumore, e le nuvole di zanzare? E poi, l'estetica urbana ha senso nel suo di tempo, non fuori dal tempo in un perenne ricordo malinconico. Il mondo si muove, e con lui l'Italia, trainata da Milano, città metropolitana viva (da sviluppare) non paesino dell'Appennino (da conservare) o capitale dei fori (intesi come buchi) imperiali. Ciao da Londra, piena di casette e di gattacieli.

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