Basta con l'arte del delirio e della follia

Prego per una società ordinata in cui i matti stiano nei manicomi e i quadri nei musei

Basta con l'arte del delirio e della follia

Autoritratto con orecchio bendato di Van Gogh

Per un’arte assennata, per un’arte che sia terapia e non malattia. Va bene che l’arte è specchio della società ma la società non è così compattamente insana. C’è in giro tanta arte che si rotola nel delirio: il Museo della Follia a Salò, la mostra “Asylum” a Cagliari (appunto in un ex asilo psichiatrico), l’urlante murale di Blu sul muro dell’ex ospedale psichiatrico giudiziario di Napoli, il padiglione dionisiaco dell’incombente Biennale che sarà, leggo, un “inno all’ebbrezza”. Rappresentazioni della sobrietà, della lucidità? Nessuna. Del resto, da molti anni fanno la fila per vedere i quadri di uno che si tagliava le orecchie col rasoio, di un altro che si spaccava il naso a colpi di pietra, di un terzo a cui piaceva farsi picchiare dai maschi: quadri che esprimono perfettamente il precario stato mentale di Van Gogh, di Ligabue, di Bacon. Prego per una società ordinata in cui i matti stiano nei manicomi e i quadri nei musei, in cui venga apprezzata un’arte armoniosa, apollinea, recante conforto e non panico. Pregherò a lungo.

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Commenti all'articolo

  • lauraromana

    16 Maggio 2017 - 08:08

    Ci vorrà un intervento dello Spirito Santo con le fotoelettriche; intanto continua l'esaltazione e l'acclamazione del brutto; la costruzione di deturpanti orrori - come lo spropositato cubo di Fuksas a Foligno, nel cuore della mistica Umbria, che non è una chiesa ma una bestemmia di cemento - e continuano a chiamarla "arte": dimenticando che l'estetica in filosofia è parte dell'etica.

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