Gianni Boncompagni non è mai stato in Sardegna né a Sabaudia

Era come Gianni Agnelli maestro di sprezzatura. E come Alberto Lattuada maestro di ragazze. Di sé diceva: “Anche se volessi andare con una mia coetanea sarebbe difficile perché sono quasi tutte morte”

Gianni Boncompagni non è mai stato in Sardegna né a Sabaudia

Gianni Boncompagni in abito talare presenta la trasmissione Macao (foto LaPresse)

Era come Gianni Agnelli maestro di sprezzatura. E come Alberto Lattuada maestro di ragazze. “Anche se volessi andare con una mia coetanea sarebbe difficile perché sono quasi tutte morte”: concetto vagamente percepito da qualunque uomo abbia superato i quarant’anni ma che soltanto Boncompagni ha perfettamente espresso. Sul suo biglietto da visita c’era scritto: “GIANNI BONCOMPAGNI. Non è mai stato in Sardegna. Non è mai stato a Sabaudia”. Sono riuscito a imitarlo solo in questo: nemmeno io sono mai stato in Sardegna o a Sabaudia. Non si invidi la magica finestra spazio-temporal-mediatica dentro al quale l’autore di “A far l’amore comincia tu” ha prosperato, non servirebbe a niente, lui ha avuto il suo tempo e noi abbiamo il nostro, vediamo di farne il miglior uso possibile, e si ammiri piuttosto la capacità di realizzare prodotti popolari, anche ultrapopolari, senza però mai cadere personalmente nel gregarismo (oltre che, naturalmente, il sorriso di Isabella Ferrari nel 1980).

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  • carlo.trinchi

    18 Aprile 2017 - 22:10

    E' stato un cultore dell'adolescenziale. E per questo lo abbiamo ammirato ma anche invidiato. Ha avuto grandi intuizioni e per questo è stato un geniaccio. Poi avendo la sfiga di vivere a lungo lo abbiamo dimenticato per poi riesumarlo post mortem. Cerchiamo di essere sobri. Non facciamone ne un feticcio e non facciamone un grande.

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